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NON CHIAMIAMOCI CAREGIVERS: ovvero “come evitare la sindrome della crocerossina”

Ecco un altro argomento che mi sta particolarmente a cuore, per tanti motivi e perchè chi mi conosce sa che non amo le etichette; questa ovviamente è una mia visione, frutto della mia esperienza e del mio background, vuole essere come tutti gli articoli e tutto il mio lavoro uno spunto di riflessione, un argomento su cui confrontarsi.
Le parole hanno una loro energia, evocano scenari, definiscono.
Troppo spesso dove ci sono patologie madri, mogli, padri, mariti, figli, figlie diventano “semplicemente” CAREGIVERS: ovvero coloro che dispensano cure.
Anche no, continuate, anzi continuiamo ad essere amici, amiche, sorelle, fratelli, figli, mariti, mogli, conviventi…insomma evitiamo di identificarci con colui che accudisce; così facendo togliamo identità, forza alla relazione di qualunque natura essa sia.

Se ci percepiamo e ci chiamiamo dispensatori di cure, finiremo con identificarci in questo ruolo a discapito di quello affettivo che avevamo  , non solo faremo identificare l’accudito sempre più nel ruolo di MALATO; e allora la relazione perderà di equilibrio. Una parte si sentirà sempre più in dovere di farsi carico di tutto, di essere responsabile di ogni umore,malessere, di non fare abbastanza, di trascurarsi e la controparte si percepirà sempre più inutile, non all’altezza, malata e deficitaria. Vedete? Non molto vantaggiosa come cosa?!? E allora e allora Co-operiamo, Co-laboriamo! Troviamo insieme un nuovo equilibrio, una nuova forma.

Questo è stato lo spirito del COSHIATSU, questo lo spirito con cui dirigo le mie classi di FLOW, e vedere mogli e mariti, padri e figli, amiche insieme sudare, respirare, misurarvi con esercizi ed autotrattamenti mi riempie di gioia!

COME? Progettiamo delle cose insieme, dividiamoci i compiti, valorizziamo i nostri punti di forza, ricordiamoci che siamo CRONICAMENTESANI!

Aspetto le vostre strategie, i vostri commenti, le vostre domande!

 

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